La terra ha una memoria. Aiutaci a conservarla.
Ogni campo coltivato racconta una storia.
Ci sono storie scritte nei solchi della terra, negli oliveti secolari, nei frutteti di montagna, nei piccoli orti delle famiglie contadine. Storie custodite nei nomi dialettali delle piante, nelle tecniche di semina tramandate da generazioni, negli attrezzi ormai dimenticati.
Esiste un patrimonio agricolo italiano che non è custodito soltanto nei libri, nei musei e negli archivi. Vive ancora nella memoria degli agricoltori, nelle mani di chi semina, pota, innesta, raccoglie e conserva.
Molte varietà vegetali locali continuano a esistere grazie al lavoro di persone che ne tramandano i semi o mantengono vive le piante. Altre sono diventate difficili da reperire. Di alcune restano soltanto testimonianze, fotografie o nomi ricordati dagli anziani.
Conservare questo patrimonio significa proteggere la biodiversità agricola, ma anche salvaguardare la storia dei territori e il lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto.
Radici da Custodire nasce per raccogliere queste storie, farle conoscere e aiutare a tramandarle.
Invitiamo gli agricoltori, gli anziani delle comunità rurali, i vivaisti, i ricercatori e tutti gli appassionati della terra a condividere ricordi, fotografie, documenti, conoscenze e segnalazioni di varietà locali.
Una storia raccontata oggi può diventare una testimonianza per domani.
Una varietà vegetale correttamente documentata e conservata può continuare a vivere nelle campagne delle prossime generazioni.
La memoria agricola è un patrimonio collettivo. Contribuiamo a mantenerla viva.